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Sport News a Varese

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  • Lamborghini e Monza Gara di fascino per Roda
    Automobilismo - Fine settimana con il campionato monomarca. Il comasco in pista con Pavlovic

    Davide Roda al via nel fine settimana a Monza nel Lamborghini Super Trofeo Europa, per quello che si preannuncia con un fine settimana di alti contenuti tecnici.

    Alla sua seconda stagione in quello che è per eccellenza uno dei monomarca “top” a livello internazionale, il comasco scommette tutto sulla classe PRO-AM, in cui completerà un equipaggio di primo piano con l’esperto Milos Pavlović, già nel 2014 campione PRO della stessa serie continentale.

    Roda e il pilota serbo scenderanno in pista con i colori del team Antonelli Motorsport con la nuova Huracán Super Trofeo Evo, erede del precedente modello che ha animato le ultime tre edizioni del campionato e molto più sofisticata dal punto di vista meccanico e aerodinamico con l’introduzione della vistosa “pinna” posta sul cofano motore.

    Una vettura che Roda ha già avuto modo di guidare nei test invernali che ha svolto a Imola, Monza e Misano e con la quale si è immediatamente trovato a proprio agio. Le novità approntate, infatti, paio destinato a dare i frutti sperati per il pilota comasco.

    «Sarà una stagione particolarmente impegnativa. Il livello del campionato è salito – commenta Roda - e nella nostra classe ci sono almeno una quindicina di equipaggi. I nostri primi avversari saranno i compagni di squadra Loris Spinelli e Juan Perez. In compenso Milos è un pilota molto veloce e per quel che mi riguarda, ho un anno di esperienza alle spalle nel Super Trofeo. Punteremo subito in alto».

    Saranno due le gare, sulla durata di 50 minuti con la partenza lanciata, una domani alle 15.30 e una domenica alle 12.30.

  • Sodini: «Cantù, facciamo 4 su 4 e andriamo dritti dritti ai playoff»
    Il tecnico della Red October si prepara al finale di stagione: «Siamo tutti concentratissimi»

    Mentre in qualche bottega di Cantù deve esserci per forza un artigiano al lavoro per costruirgli un monumento equestre per ciò che ha fatto, lui, canturino ormai d’adozione e quindi stra-laborioso, prepara, nel suo ufficio e in palestra, il finale di stagione della Red October. Marco Sodini e un playoff da conquistare. Stavolta, forse, più che mai.

    Coach, dopo questo tour de force, come si sente. Nel senso che si sente di aver raccolto tanto o poco?

    Siccome sono un ambizioso per natura, come premessa mi verrebbe voglia di dire che avrei preferito vincerle tutte e cinque, perché io ci infilo anche la sfida con Torino e non solo, Venezia, Brescia, Bologna e Milano.

    E invece?

    Invece, ragionevolmente, prenderne tre sarebbe stato il massimo. Quindi direi che il bilancio è in linea con le aspettative.

    Ce n’è una che pesa di più?

    Quella con Bologna, per l’effetto che ha avuto, cioè portarci sul 2-0, ha un peso specifico di un certo tipo in un’eventuale ottica playoff. ma non faccio classifiche.

    E adesso il via alla volata. È l’ideale arrivare in queste condizioni alle ultime quattro?

    Per prima cosa c’è una problematica diversa, ed è quella di dover tenere conto che stavolta affrontiamo quattro squadre con un record peggiore del nostro.

    Quindi?

    Quindi le aspettative dicono che potrebbero bastare tre vittorie per arrivare alla post season, ma è meglio farle nostre tutte e quattro per essere sicuri.

    E voi quattro di fila in stagione non le avete mai conquistate...

    Appunto.

    Dunque?

    Dunque entra in ballo una problematica accessoria, e cioè quella di incontrare in trasferta due squadre (Pesaro e Capo d’Orlando) che lottano per non retrocedere. E la storia insegna che nelle ultime di campionato queste formazioni si trasformano nei cani peggiori da affrontare. In più Pesaro è da anni abituata a giocarsi queste gare della vita, quindi c’è da stare molto attenti.

    Dal suo osservatorio, come si sta approcciando la squadra al momento?

    Siamo tutti concentratissimi, ognuno vuole continuare a fare la sua parte e arrivare ai playoff. Chappell e Culpepper, ad esempio, che essendo i due acciaccati ho sentito per primi l’altra mattina, mi hanno confermato i pensieri della squadra: “Dobbiamo vincerle tutte e andare avanti, coach”, mi hanno detto. E sono sicuro che non ci sia nessuno, tra staff, squadra e società, che pensi di non centrare l’obiettivo.

    Anche perché con le due in casa dovreste avere un po’ più di agio...

    Non direi. Reggio Emilia ipoteticamente potrebbe anche rientrare in un discorso ambizioso e Brindisi, dal canto suo, ha visto bene di incasinarsi la vita con la sconfitta con Capo d’Orlando.

    La ricetta, dunque?

    Non sottovalutare nessuno. Soprattutto noi, squadra che deve sempre dare il 100% per cercare di vincere la partita. Il fattore campo? In questo scampolo di stagione conta poco, anche se non nascondo che un pubblico come il nostro aiuti, eccome.

    Arrivare al momento decisivo con quattro-quinti di quintetto all’asciutto di playoff italiani può essere un handicap?

    Non direi, perché non avere particolari metri di giudizio aiuta a mantenere la mente libera. L’importante sarà essere sempre con la testa nella partita. Sia che ci si trovi in vantaggio di tanto, sia che si debba recuperare. E su questo punto non aver mollato sotto di 17 con Milano mi aiuta a essere ancor di più ottimista.

    Tra i meriti di quest’ultimo periodo, anche quello di riuscire a trasformare le sconfitte in... vittorie. E ci riferiamo alla semifinale di Coppa Italia con Brescia, arrivando dopo l’exploit trionfale con Milano, e alla gara di domenica con la stessa EA7, portnado all’incasso il record assoluto di presenze...

    Questa è la conferma della voglia di Pallacanestro Cantù della gente di Cantù. E nessuna come questa squadra dal punto di vista emozionale può incarnare i cardini della canturinità: soffre e s’emoziona, piange e gioisce. Ci avviciniamo, insomma, in tutto alla visione dei nostri tifosi.

  • Marcia, Giorgi subito alla grande Trionfa in notturna a Milano
    Buone notizie anche dalle altre comasche: terza Valsecchi e quinta Ronchetti

    Un allenamento di venti chilometri al mattino al centro tecnico federale di Tirrenia e 5.000 metri, sul far della sera, sulla pista del campo XXV aprile a Milano.

    Una giornata di corsa - anzi di marcia - per Eleonora Giorgi che non ha voluto mancare al tradizionale appuntamento di inizio stagione con la Walk&Middle Distance Night - Memorial Ugo Grassia, quest’anno all’ottava edizione.

    La cabiatese si è, ovviamente, imposta, in una gara che aveva il sapore di un campionato comasco, con al via anche Viviana Valsecchi e Leda Ronchetti. Giorgi ha chiuso il test con il tempo di 21’39”68.

    La comasca ha comunque fatto il vuoto alle sue spalle con la seconda, la milanese Camilla Crivellaro (Pro Patria) che ha chiuso in 25’20”84. Brillante terza, in 26’09”36, l’atleta di Caslino d’Erba, Viviana Valsecchi, tesserata per l’Atletica Lecco. Quinta l’altra comasca, di Tavernerio, Leda Ronchetti (è Allieva) che ha impiegato 29’00”36.