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Sport News a Varese

Sport News a Como

  • Due quasi capolavori per super Tentori
    Il canzese in grande forma anche in questo finale con due medaglie d’argento al collo.

    Due capolavori, anche senza l’oro. Michelangelo Tentori ha chiuso al secondo posto nei due giganti Fis, disputati a Val d’Isere e valevoli per i titoli nazionali belga e francese.

    Il canzese ha dovuto cedere il successo, all’austriaco Magnus Walch (nel primo per 98 centesimi, nel secondo per 92). «Non un avversario qualunque - spiega il comasco - .Uno che è abituato a fare gare di Coppa del Mondo».

    L’austriaco ha rovinato i piani di Tentori che puntava a chiudere la stagione (e, probabilmente anche la carriera) con una prestigiosa vittoria. Il doppio argento rimane comunque un risultato di spessore, soprattutto in considerazione di chi ha tenuto dietro. Nel primo gigante ha preceduto in volata, i francesi Alexis Brondex (+ 1 centesimo)e Sacha Fivel (+ 3 centesimi) e lo svizzero Maurus Sparr (+ 7 centesimi).

    Nel secondo ha rintuzzato le velleità del rosso-crociato Sparr (+16 centesimi) e del ceko Kryzl (+38 centesimi). Tentori ha anche dimostrato di avere un grandissimo carattere: in entrambe le gare infatti ha dovuto rimontare nella seconda manche. Nel primo è stato bravo a risalire due posizioni, dopo il quarto posto iniziale. Nel secondo è stato ancor più incisivo, visto che si è presentato al cancelletto di partenza della seconda manche con il quinto tempo.

  • Blakes, proposta di matrimonio «Magari qui sul Lago di Como»
    Virale il video della richiesta a in galleria Vittorio Emanuele a Milano, Kim risponde al palazzetto

    Per scomodare i media nazionali e generalisti sulla questione basket spesso bisogna far sì che l’argomento non sia propriamente la Pallacanestro in sé.

    Ha fatto il giro del Paese però la romantica proposta di matrimonio di Gerry Blakes alla sua Kimberly, in galleria Vittorio Emanuele a Milano. Il tutto con tanto di video diventato virale sui social tra la commozione di Kim e passanti entusiasti con applausi.

    Cose che non si vedono tutti i giorni e quindi un po’ di esposizione mediatica per la coppia di Los Angeles che ha in programma di sposarsi già questa estate: «Sarebbe bello farlo abbastanza presto, magari da noi in California oppure, perché no, qui sulle sponde del Lago di Como», ha detto in tribuna poco prima del derby.

    Partita seguita dagli spalti come buona parte di quelle di questa stagione: «Faccio avanti e indietro tra gli Stati Uniti e l’Italia, qui mi piace molto, Cantù è un posto a misura d’uomo, vicino a Como e a Milano, ci troviamo benissimo».

    Insomma, galeotta fu l’Italia, terra romantica dove poter trarre ispirazione: «Gerry è stato davvero molto romantico e stare in Italia è come essere in una continua e infinita luna di miele, qui è tutto bellissimo». Kimberly ha seguito la partita con tanta passione ma molto composta, gli altri 3800 presenti un po’ meno. Soprattutto durante il finale, teso, quasi punto a punto.

    Nelle prime file c’erano un po’ tutti da Antonio Biella passando per Sergio Paparelli e il presidente Marson, a fine gara incontenibile: «Finalmente. È il primo derby che ci portiamo a casa dopo aver perso con Milano, ci voleva proprio. Che bello, che spettacolo, avanti così» il suo commento, breve, mentre festeggiava con Roberto Allievi.

  • Parla Gandler: «Il Como almeno in B grazie al brand»
    L’amministratore del club azzurro a ruota libera in esclusiva per la Provincia

    Michael Gandler, amministratore del Como, ha 41 anni, ma ha un’esperienza che già da sola basta a far capire quanto il club lariano sia di fronte a un futuro per certi aspetti totalmente nuovo.

    Gandler nel 2015

    era stato chiamato all’Inter.

    «

    Per tre anni, fino allo scorso novembre. Ero chief revenue officer. Un’esperienza terminata per mia scelta personale, proprio quando c’è stata l’idea di seguire il progetto Como. Proprio in quel ruolo sono entrato in contatto con la Sent, lavorando su diversi progetti che riguardavano il settore media. Hanno già prodotto documentari e materiale video per l’Inter, per il Borussia Dortmund, e hanno molti progetti importanti».

    E hanno deciso di acquistare il Como. Perché?

    «Perchè questo non è un posto qualsiasi. È una città conosciuta nel mondo, forse la più conosciuta città italiane dopo quelle famosissime come Roma, Venezia, Firenze... Ed è una squadra che ha un passato glorioso da rivalutare. C’è tanto lavoro da fare ma anche tante opportunità di costruire qualcosa di eccellente. Perchè il calcio non è solo sport, è anche e soprattutto contenuto, immagine. Ormai il grosso dei soldi arriva attraverso la tv e gli sponsor».

    A Como siamo scettici, a volte anche troppo. Ma suona strano pensare a un progetto di business internazionale intorno a una squadra che ancora non sa se farà la serie C...

    «E invece non è così. Innanzitutto forse non è nemmeno giusto definirlo progetto, perché un progetto ha una fine, un traguardo. Qui non c’è un punto di arrivo, c’è da creare un percorso. Mi spiego: non investiremo subito tutto per portare la squadra in serie A. Il ciclo non comincia con i giocatori, ma finisce con i giocatori. Chiaramente l’idea è di salire, almeno fino alla B. Ma il risultato sportivo non è il primo obiettivo. Deve essere la conseguenza di quello che man mano verrà creato».

    Oggi sulla Provincia la lunga intervista completa